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DIETA OTTIMALE PER LA TIROIDITE DI HASHIMOTO

E siamo alla fine della trilogia della tiroidite di Hashimoto (HT)!

Se non hai letto i due articoli precedenti, ti consiglio:

Se sei sulla pagina di Nutrizione a passi, sarai interessato alla dieta o forse hai digitato su google: “Quale è la dieta giusta per la HT?”.

E se hai letto anche i miei precedenti articoli, ti starai chiedendo anche quale dieta dobbiamo seguire per assicurarci di includere gli oligoelementi e le vitamine benefiche per la tiroide. 

In questo articolo ti do una risposta alla luce degli studi scientifici pubblicati fino al 2024 su Pubmed.

La ricerca suggerisce che un microbiota intestinale equilibrato può giocare un ruolo cruciale nella gestione dell’HT. 

La disbiosi è uno dei fattori all’origine delle patologie autoimmuni, inclusa la HT. La disbiosi è una condizione di squilibrio del microbiota intestinale. Si ritiene che questo squilibrio danneggi la barriera epiteliale intestinale, aumenti la permeabilità intestinale e, quindi, aumenti il passaggio di batteri e prodotti batterici attraverso l’intestino. Questa condizione viene paragonata ad un rubinetto che perde acqua e di qui si parla di “intestino gocciolante” o in inglese “leaky gut”.

Leaky gut o intestino gocciolante

Le prove suggeriscono che la disbiosi intestinale può compromettere in modo significativo il sistema immunitario e il controllo infiammatorio, causando malattie autoimmuni come la HT. Inoltre, il microbiota influenza l’assunzione di minerali legati alla tiroide come iodio, selenio, zinco e ferro che hanno tutti un ruolo nella funzione tiroidea.

Lo iodio ad esempio viene assorbito nello stomaco e nella prima parte dell’intestino. Se c’è una infiammazione nell’intestino e una minore abbondanza di Firmicutes e Bacteroidetes, lo iodio non viene ben assorbito e quindi anche se lo assumiamo correttamente, tipo tramite il sale iodato, avremo una carenza di iodio. 

Il microbiota è in grado di aumentare la biodisponibilità del ferro nel colon attraverso l’abbassamento del pH con la produzione di acidi grassi a catena corta. La somministrazione di integratori di ferro, a causa di un assorbimento incompleto di circa il 20%, aumenta il ferro nell’intestino, portando ad effetti avversi e alterando il microbiota. Gli studi hanno suggerito che il ferro orale, riduce i batteri buoni e aumenta l’abbondanza di enterobatteri come l’Escherichia coli, implicando l’infiammazione intestinale. Il ferro è essenziale per un efficiente utilizzo dello iodio e per la sintesi dell’ormone tiroideo e la sua carenza può essere dovuta a un problema di malassorbimento, piuttosto che a una scarsa presenza nella dieta, proprio come con lo iodio.

Non deve meravigliare dunque che si sta studiando se una integrazione di probiotici che ristabilisca un equilibrio nel microbiota può migliorare la sintesi di ormoni tiroidei. Al momento questi studi sono stati effettuati solo sugli animali e non è detto che avranno effetto anche sull’uomo. Al momento l’attenzione è rivolta al Lactobacillus reuteri in particolare. Se vuoi conoscere cosa è l’asse intestino-tiroide, come sono collegati due organi così distanti, guarda il mio video “Tiroide e microbiota” di 2 minuti e mezzo cliccando qui.

Ma in attesa di risultati più certi sull’integrazione di probiotici, gli studi quale dieta consigliano?

Per ripristinare la normale flora intestinale, sono state proposte come trattamento per le malattie autoimmuni della tiroide, diverse diete di eliminazione ovvero diete in cui un particolare gruppo alimentare viene evitato. 

Ad esempio, è stata indicata la dieta senza lattosio. Molti pazienti cercano diete di eliminazione per evitare cibi che sono considerati proinfiammatori. I prodotti lattiero-caseari sono una di queste categorie di alimenti.

Dieta senza lattosio?

Ci sono poche prove che indicano di evitare i latticini per promuovere la salute della tiroide però non va sottovalutata l’intolleranza al lattosio. Perchè? L’intolleranza al lattosio è due volte più frequente nei pazienti con tiroidite di Hashimoto e i pazienti che hanno sia la tiroidite di Hashimoto che l’intolleranza al lattosio necessitano di dosi maggiori di levotiroxina per raggiungere valori nella norma, probabilmente a causa del malassorbimento. Se si toglie il lattosio a queste persone, i valori migliorano.

Un’altra dieta di eliminazione spesso adottata dai pazienti con malattie della tiroide è la dieta priva di glutine.

Dieta senza glutine?

Ancora una volta, l’idea è quella di evitare un alimento considerato proinfiammatorio. È stato dimostrato che i pazienti con malattie autoimmuni della tiroide hanno maggiori probabilità di avere la celiachia. Uno studio condotto in Italia ha rilevato che l’incidenza della malattia celiaca è 10 volte superiore nei pazienti con malattia autoimmune della tiroide rispetto alla popolazione generale. I pazienti con tiroidite di Hashimoto e concomitante malattia celiaca traggono beneficio da una dieta priva di glutine, in particolare riducendo la dose media di levotiroxina ma una dieta priva di glutine in pazienti senza malattia celiaca non si è dimostrata un intervento efficace nel modificare il decorso naturale della tiroidite di Hashimoto o nel migliorare la funzione tiroidea.

Un’altra dieta di eliminazione per l’HT dice No crucifere. Le verdure crucifere includono broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, cavoli, ravanelli.

Dieta senza crucifere?

Per alcuni studi condotti sugli animali si ritiene che queste verdure contengano composti gozzigeni che sono in grado di produrre ipotiroidismo. Ma l’unico studio effettuato sugli esseri umani non ha mostrato modifiche dei livelli degli ormoni tiroidei nè degli anticorpi, concludendo che è improbabile che il consumo ordinario di verdure crucifere causi ipotiroidismo o malattie autoimmuni della tiroide negli esseri umani.

Non finisce qui. Nella dieta per la HT hanno eliminato anche la soia! Ma è davvero così pericolosa la soia per chi ha la HT? 

Dieta senza soia?

L’allarme parte dall’osservazione che gli isoflavoni contenuti nella soia inibiscono un enzima essenziale per la sintesi di T3 e T4, portando all’ipotiroidismo. Tuttavia, gli studi hanno dimostrato che la soia può portare a ipotiroidismo solo quelle persone che non hanno un apporto adeguato di iodio nella dieta. Pertanto, le persone sane e che hanno un adeguato apporto di iodio nella loro dieta possono consumare cibi a base di soia senza danni alla tiroide. Invece nelle persone che hanno un ipotiroidismo, la soia potrebbe influenzare la tiroide, tuttavia, non esistono dati che danno una chiara indicazione di evitare i cibi a base di soia, soprattutto se si segue una dieta bilanciata e con il giusto apporto di iodio.

Quindi non dobbiamo eliminare nulla? Secondo gli ultimi studi, l’unica categoria che va eliminata sono i grassi animali perchè possono aumentare gli anticorpi tiroidei e i livelli di TSH, contribuendo a infiammazioni e problemi tiroidei.

Dieta senza grassi di origine animale

Gli acidi grassi saturi contenuti nei grassi animali possono indurre una risposta infiammatoria, che influenza lo sviluppo e la progressione di molte malattie croniche. Uno studio condotto in Croazia su 1887 partecipanti, uno dei più grandi studi finora condotti sulla correlazione dieta – HT, ha dimostrato che un elevato consumo di grassi animali e burro era associato alla HT, mentre il consumo frequente di diversi tipi di verdure, frutta secca, legumi, noci e muesli no. 

Lo studio croato suggerisce che una dieta ricca di verdura, frutta secca e legumi, alimenti contenenti polifenoli e fitosteroli, riduce gli anticorpi tiroidei.

Ora ti è chiaro quale dieta scegliere?

Innanzitutto una dieta che corregga un eventuale sovrappeso (se hai letto il primo articolo della trilogia sai perchè!) e una dieta antinfiammatoria e che riporti in equilibrio il microbiota.

Implentiamo i cibi che silenziano l’infiammazione e che nutrono i microbi intestinali. 

Quali sono questi alimenti?

  • probiotici come yogurt, kefir, crauti e  kimchi
  • cibi vegetali ricchi di fibre, antiossidanti, oligoelementi e vitamine: legumi, cereali integrali, semi, frutta secca.

Questa è la dieta che riporta in equilibrio il microbiota e rende l’intestino felice, spegne l’infiammazione, riparara la parete intestinale, migliora l’assorbimento dei nutrienti essenziali a un buon funzionamento della tiroide.

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Hai mai provato a seguire una dieta specifica per migliorare la tua salute tiroidea? Se sì, quali cambiamenti hai notato? Ti aspetto nei commenti!

Bibliografia

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